Città del Vino FVG, numeri record e nuove sfide: il programma 2026 conquista Vinitaly
Città del Vino FVG presenta a Vinitaly il programma 2026: eventi, export in crescita e turismo enogastronomico.
VERONA – Il Friuli Venezia Giulia del vino guarda avanti e rilancia con decisione: a Vinitaly è stato presentato il programma 2026 delle Città del Vino FVG, una rete che coinvolge 43 Comuni e 7 Pro Loco, pronta a consolidare il successo ottenuto nell’ultimo anno.
Un progetto che unisce territorio, cultura ed enogastronomia, diventando sempre più un punto di riferimento per il turismo esperienziale e per la valorizzazione delle eccellenze locali.
Dopo un 2025 da record, con oltre 60 eventi organizzati, il coordinamento regionale punta a una nuova stagione ricca di appuntamenti. Lo ha sottolineato il vicepresidente nazionale e coordinatore regionale Tiziano Venturini, evidenziando l’obiettivo di attrarre sempre più wine lover nelle cittadine a vocazione vitivinicola.
Un trend positivo confermato anche dai dati economici: come evidenziato dall’assessore regionale Stefano Zannier, l’export del vino FVG segna un +8,3%, in controtendenza rispetto al dato nazionale. Un risultato che si inserisce in un contesto più ampio di crescita del comparto, già raccontato anche nelle analisi sul settore come nel caso dei vini eroici del Friuli Venezia Giulia.
Il cuore del programma 2026 sarà rappresentato da una serie di eventi diffusi sul territorio, pensati per unire degustazioni e scoperta del paesaggio.
Tra le iniziative più attese:
Le Grandi Verticali delle Città del Vino, con abbinamenti tra etichette FVG e prodotti locali (prossima tappa il 23 aprile a San Quirino)
Le Notti del Vino, evento estivo diffuso da giugno a settembre
il coordinamento di progetti come Vini Gusti in Musica, Un calice a teatro e la Vendemmia turistica didattica
Un’offerta che si inserisce perfettamente nel panorama degli eventi regionali, accanto ad altre iniziative di valorizzazione come le degustazioni nei Colli Euganei a Villa dei Vescovi, sempre più apprezzate dal pubblico.
Grande attenzione anche al turismo esperienziale, con il ritorno del progetto “Gli itinerari dell’identità agricola collettiva”, che dopo il debutto dello scorso anno farà tappa ad Aquileia dal 25 al 27 settembre.
Un percorso tra camminate, degustazioni e scoperta del territorio, realizzato in collaborazione con realtà come Regione, Città dell’Olio e Pro Loco.
Secondo il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, il valore di queste iniziative risiede nella capacità di creare sinergie tra comunità, cultura e produzione, offrendo nuove opportunità di sviluppo anche in chiave turistica.
Una strategia che si collega anche ad altri grandi appuntamenti culturali regionali, come il percorso verso Pordenone Capitale della Cultura con eventi internazionali, segno di un territorio sempre più attrattivo.
Le Città del Vino FVG rappresentano oggi una rete capillare che copre gran parte delle zone produttive Doc della regione, coinvolgendo comuni simbolo come Aquileia, Cividale del Friuli, Cormòns, Gorizia e molti altri.
Un modello virtuoso che punta a mettere a sistema le risorse locali, creando un’offerta integrata capace di intercettare un pubblico sempre più attento alla qualità e all’autenticità.
In questo scenario, il turismo enogastronomico si conferma uno dei driver principali dello sviluppo regionale, come dimostrano anche le strategie di promozione raccontate in occasione di Vinitaly e della crescita del settore vino.
Il programma 2026 delle Città del Vino FVG si presenta dunque come un progetto ambizioso, capace di coniugare tradizione e innovazione, valorizzando il patrimonio vitivinicolo e rafforzando il legame tra comunità e territorio.
Un percorso che guarda al futuro, puntando su eventi, turismo e qualità, con l’obiettivo di consolidare il ruolo del Friuli Venezia Giulia tra le eccellenze enologiche italiane ed europee.