Centenario degli ingegneri veneziani: ecco il programma 2026 tra San Rocco e M9
Presentato a Mestre il programma del Centenario 1926–2026: eventi, volume storico, convegni e mostra sull’ingegneria veneziana.
MESTRE – In occasione della Giornata Mondiale dell’Ingegneria per lo Sviluppo Sostenibile, l’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia ha svelato ufficialmente il calendario delle celebrazioni per il Centenario (1926–2026): cento anni di opere, competenze e responsabilità al servizio del territorio. La presentazione si è svolta mercoledì 4 marzo 2026 nella sede dell’Ordine a Mestre, con una conferenza stampa che ha riunito vertici istituzionali, comitato scientifico, autorità e partner dell’iniziativa.
Ad aprire l’incontro è stato Mariano Carraro, Presidente dell’Ordine Ingegneri Venezia, che ha rimarcato il valore simbolico del Centenario e la centralità dell’ingegneria nel percorso di sviluppo dell’area veneziana. Carraro ha sottolineato come il programma sia pensato per ripercorrere un secolo di trasformazioni e, allo stesso tempo, per proiettare la professione verso un domani fatto di innovazione e sostenibilità.
Nel suo intervento, il Presidente ha evidenziato che l’anniversario non è soltanto una celebrazione interna, ma un invito aperto alla comunità: riconoscere il ruolo dell’ingegneria nelle scelte pubbliche e private, nelle infrastrutture, nella sicurezza, nella gestione delle risorse e nelle strategie che guideranno le prossime generazioni.
Il cuore del percorso, nel 2026, sarà un programma ricco di appuntamenti istituzionali, culturali e tecnico-scientifici distribuiti tra Venezia, Mestre, Chioggia e San Donà di Piave, con l’obiettivo di coinvolgere l’intero territorio metropolitano.
A spiegare la costruzione del progetto è stato Maurizio Pozzato, Coordinatore del Gruppo di Lavoro del Centenario e Presidente del Comitato Scientifico. Pozzato ha descritto un lavoro “corale”, basato su una ricostruzione storica accurata: opere, personaggi, idee e responsabilità della professione nei confronti della comunità. Un percorso che, oltre a valorizzare la memoria, intende aprire un confronto sul futuro dell’ingegneria veneziana e sulle sfide che attendono il territorio.
In questo scenario, anche il tema dell’evoluzione tecnologica assume un peso rilevante: basti pensare alle nuove traiettorie legate alla digitalizzazione e all’innovazione nei cantieri, in linea con quanto emerge anche da esperienze come l’adozione dell’AI nei processi e nel prezzario digitale raccontata in AI nei cantieri e innovazione nel prezzario regionale.
Tra i momenti più attesi delle celebrazioni spiccano due date già fissate in agenda. La prima è la presentazione del volume storico del Centenario, prevista alla Scuola Grande di San Rocco (venerdì 15 maggio 2026). La seconda è il convegno tecnico ospitato all’M9 – Museo del ’900 (mercoledì 20 maggio 2026), pensato come spazio di confronto sui temi chiave per la professione e per il territorio.
A raccontare l’impianto culturale del volume è stata Donatella Calabi, curatrice dell’opera, che ha spiegato come il racconto sul ruolo degli ingegneri nella trasformazione fisica, sociale ed economica dell’area veneziana si sviluppi attraverso la storia dell’Ordine e una serie di approfondimenti tematici. Nel lavoro trovano spazio riflessioni specifiche, dalla presenza femminile all’impatto delle leggi razziali, oltre a schede sintetiche dedicate a professionisti dell’epoca per delinearne profilo e attività.
Il programma del Centenario ripercorre i contributi dell’ingegneria nella costruzione dell’area metropolitana e nel suo continuo adattamento. Nel racconto entrano le grandi opere e i simboli della modernità veneziana: Porto Marghera, il Passante di Mestre, l’Aeroporto Marco Polo, la ricostruzione del Teatro La Fenice, l’M9, fino alle grandi sfide degli ultimi decenni come il MOSE, la gestione dell’Acqua Granda e la pianificazione urbana contemporanea.
È un percorso che intreccia infrastrutture, ambiente e resilienza: un filo che dialoga anche con la necessità di programmare investimenti e tutela del patrimonio, come accade nei grandi progetti di valorizzazione e rilancio di siti storici e infrastrutturali raccontati in Aquileia e i nuovi investimenti per il sito Unesco.
Accanto alla dimensione tecnica, il Centenario vuole mettere in luce la componente civile e sociale della professione: dagli ingegneri ebrei colpiti dalle leggi razziali, alle figure significative che hanno segnato la storia del territorio, fino al contributo sempre più consistente delle donne iscritte all’Ordine, che oggi rappresentano una parte fondamentale del presente e del futuro della categoria.
A completare il calendario è prevista anche una mostra itinerante, progettata per rendere accessibile a un pubblico ampio il ruolo dell’ingegneria nella crescita infrastrutturale, economica e sociale dell’area metropolitana. L’obiettivo è offrire una lettura documentata di cento anni di trasformazioni, con un linguaggio capace di unire rigore e divulgazione.
In questo senso, la ricorrenza non si presenta solo come memoria: diventa occasione di riflessione sul ruolo strategico dell’ingegneria nelle scelte che riguardano sviluppo urbano, sicurezza, energia, mobilità e qualità della vita. Un tema che dialoga anche con le politiche culturali e di rigenerazione delle città, in scia a progettualità territoriali come il progetto di allestimento urbano e visione culturale.
Durante la presentazione sono intervenuti anche rappresentanti dei main partner, sottolineando l’allineamento tra celebrazioni e valori contemporanei: responsabilità, formazione, sostenibilità e attenzione alla qualità dei progetti.
Mattia Seira, Responsabile Relazioni Territori & Sostenibilità di Edison, ha rimarcato come l’ingegneria sia un pilastro per l’innovazione e per una produzione energetica responsabile, con un impegno diretto sul territorio e nella creazione di valore condiviso con le comunità.
Marco Polesello, Promotore Grandi Progetti Mapei, ha richiamato l’importanza di formazione continua e sostenibilità: competenze aggiornate e scelte responsabili come base per “l’edilizia del domani”, a fianco dei professionisti.
Giulio Scabin, Italy Sales Director iGuzzini, ha evidenziato la “cultura della buona luce” come fattore di benessere e sicurezza: una luce che emoziona, orienta e accompagna il progresso, con responsabilità verso persone e ambiente.
Il Centenario è patrocinato dal Consiglio Nazionale Ingegneri e dalla Città Metropolitana di Venezia, con il supporto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, iGuzzini, Edison, Mapei, ANCE Venezia, FM Ingegneria, Planum, ing. Pierluigi Alessandri, Veritas, Divisione Energia, Cereal Docks e i partner organizzativi Collegio Ingegneri Venezia, Centro Studi Urbanistici del Veneto, DSC Fiorini e Fondazione Ingegneri Veneziani.