Migliaia di litri di carburante rubati: smantellata banda hi-tech, ecco come agiva
Banda smantellata tra Padova e Vicenza: clonavano carte carburante con microcamere e skimmer. Sequestri e indagini.
PADOVA/VICENZA – Un sistema sofisticato, studiato nei dettagli per colpire aziende e cittadini. È quello scoperto dalla Procura di Padova, che ha portato all’individuazione di un gruppo di otto uomini accusati di aver messo in piedi un giro illecito legato alla clonazione di carte carburante.
Il sistema: microcamere e skimmer
Il meccanismo utilizzato era tanto semplice quanto efficace: i malviventi installavano sui distributori automatici dispositivi skimmer e microtelecamere.
gli skimmer copiavano i dati della banda magnetica delle carte
le microcamere registravano i codici PIN digitati dagli utenti
In questo modo riuscivano a ottenere tutte le credenziali necessarie per effettuare rifornimenti a spese delle vittime.
L’inchiesta partita da anomalie notturne
Le indagini sono partite dalla segnalazione di un gestore nel Vicentino, insospettito da erogazioni anomale di carburante, sempre molto elevate e concentrate nelle ore notturne.
I controlli dei Carabinieri hanno permesso di scoprire che il sistema era attivo in diversi distributori tra le province di Padova e Vicenza.
Migliaia di litri di gasolio sottratti
Secondo quanto ricostruito, tra ottobre 2025 e gennaio 2026 il gruppo avrebbe sottratto decine di migliaia di euro in carburante, prelevando grandi quantità di gasolio utilizzando carte clonate.
Il sospetto degli inquirenti è che il carburante venisse anche rivenduto, generando un consistente profitto illecito.
Perquisizioni e sequestri
Nei giorni scorsi sono scattate le perquisizioni nelle province di Padova, Treviso, Vicenza e Belluno.
Il bilancio:
1.800 litri di gasolio sequestrati in 72 taniche
12.300 euro in contanti ritenuti provento illecito
telefoni cellulari, computer e altro materiale utile alle indagini
Indagini ancora in corso
Gli investigatori stanno ora approfondendo l’eventuale estensione del fenomeno ad altre aree e il possibile coinvolgimento di ulteriori soggetti.
Resta fermo il principio della presunzione di innocenza: le responsabilità degli indagati saranno accertate solo con sentenza definitiva.