Caporalato in un autolavaggio: sanzioni per oltre 50mila euro e stop all'attività
Lavoratori senza tutele e alloggi fatiscenti: denunciato l'amministratore dell'autolavaggio per sfruttamento della manodopera
PIOVENE ROCCHETTE (VICENZA) – Un’operazione di controllo mirata ha portato alla luce una situazione di grave sfruttamento lavorativo all’interno di un autolavaggio del territorio comunale di Piovene Rocchette.
L’intervento, effettuato nella giornata di giovedì 8 gennaio, ha visto impegnati i Carabinieri della stazione locale, affiancati dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Vicenza e dal Nucleo operativo del Gruppo carabinieri Tutela del Lavoro di Venezia.
Denunciato l'amministratore dell'attività per sfruttamento della manodopera
L’accesso ispettivo si è concluso con la denuncia dell’amministratore unico della società, un 20enne di cittadinanza egiziana, ritenuto responsabile di sfruttamento della manodopera e di numerose e pesanti violazioni legate alla sicurezza sui luoghi di lavoro.
Oltre agli aspetti penali, sono state contestate anche irregolarità amministrative per l’impiego di personale senza la preventiva comunicazione di assunzione.
Irregolarità anche nei contratti di lavoro e nelle buste paga
Dagli accertamenti è emerso che nell’autolavaggio operavano tre lavoratori, di cui due completamente privi di un contratto regolare. Le retribuzioni riconosciute non rispettavano quanto previsto dai contratti di settore, configurando una situazione di evidente squilibrio tra prestazione svolta e compenso percepito.
Questo quadro ha rafforzato l’ipotesi investigativa di una gestione aziendale improntata al risparmio illecito sui costi del lavoro, a discapito dei diritti fondamentali dei dipendenti.
Gravi mancanze in termini di igiene e di adempimenti amministrativi
Durante il sopralluogo, i militari hanno individuato una stanza adibita impropriamente ad alloggio per i lavoratori. L’ambiente è apparso subito in condizioni di assoluto degrado, privo dei requisiti minimi di igiene e vivibilità. Una sistemazione che, secondo quanto accertato, veniva utilizzata quotidianamente dalle maestranze, aggravando ulteriormente il quadro di sfruttamento.
Le verifiche tecniche hanno evidenziato una lunga serie di omissioni: documento di valutazione dei rischi non aggiornato, assenza della formazione del responsabile della sicurezza, mancata nomina del medico competente, lavoratori non formati e assenza della certificazione di messa a terra degli impianti.
Sanzioni e ammende per oltre 50mila euro
Al termine dell’ispezione sono state elevate ammende per oltre 37.000 euro e sanzioni amministrative pari a 16.300 euro. Contestualmente è scattata la sospensione dell’attività imprenditoriale.