Bassano del Grappa rilancia la candidatura per diventare Capitale della Cultura 2029
Bassano del Grappa rilancia la candidatura a Capitale della Cultura 2029 tra arte, giovani e innovazione.
BASSANO DEL GRAPPA (VI) - La città, forte del titolo di Città Veneta della Cultura 2025 conferito dalla Regione del Veneto e sostenuta da un anno di successi nella valorizzazione culturale, ha rilanciato con convinzione la propria candidatura a Capitale italiana della Cultura.
“La Regione condivide questa sfida e sostiene con determinazione la candidatura di Bassano del Grappa a Capitale Italiana della Cultura 2029” sottolinea il Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani. “La città è un vero scrigno di storia, arte e architettura che da solo merita il titolo, ma ha anche tutte le carte in regola per primeggiare grazie al ruolo che ha sempre mantenuto nella sua storia come crocevia di scambi culturali tra l’area alpina, la pianura e Venezia. Non a caso nel bagaglio della tradizione italiana c’è una vecchia canzone dei nostri Alpini a ricordare che sul Ponte di Bassano, ‘noi ci darem la mano’. L’incontro è alla base di ogni forma di arricchimento culturale, e questa storiche strofe ci dicono che la città del Ponte Palladiano sul Brenta lo vive come sua peculiarità da sempre”.
La candidatura di Bassano del Grappa ha una sua profonda ragione.
La città custodisce - assieme al noto ponte palladiano - il più ampio patrimonio di opere di Antonio Canova al mondo insieme a Possagno, oltre alla più importante collezione pubblica di opere di Jacopo Bassano e della sua bottega. I Musei Civici, tra i più antichi del Veneto e fondati nel 1828, conservano inoltre un patrimonio che attraversa i secoli e testimonia la ricchezza della tradizione artistica locale e nazionale: da Guariento a Lorenzo Lotto, da Artemisia Gentileschi a Giambattista Tiepolo e Francesco Hayez, accanto alle celebri collezioni grafiche Remondini e della ceramica bassanese.
A questa eredità storica si affianca una capacità concreta e attuale di produrre cultura e di progettare iniziative di alto profilo. Ne è una chiara dimostrazione la mostra recentemente conclusa dedicata a Giovanni Segantini, tra i maggiori interpreti del Divisionismo e straordinario cantore della montagna intesa come luogo fisico e insieme simbolico, che ha registrato 108.211 visitatori.
“Nel Settecento, i celebri stampatori Remondini firmavano le loro opere con un orgoglioso “In Bassano”, esportando nel mondo un modello unico di cultura e impresa” afferma Nicola Ignazio Finco, Sindaco di Bassano del Grappa. “Oggi, quel medesimo orgoglio ispira il nostro piano di “Risorgimento Urbano”: una visione politica chiara che trasforma la nostra città in un laboratorio di futuro che proprio nella candidatura a Capitale italiana della Cultura 2029 vuole trovare il suo percorso. Non vogliamo una Bassano “sotto vetro”, ma una città dove la bellezza e il patrimonio storico siano motori vivi di attrazione e sviluppo, sociale ed economico. Il cuore di questa rigenerazione sono i giovani: riqualificheremo gli edifici storici dismessi, hub di co-working e residenze, portando l’innovazione dentro le mura. Questo sviluppo poggia su due pilastri fondamentali: la sostenibilità, attraverso una mobilità dolce e infrastrutture moderne, e la centralità strategica. Bassano deve rivendicare il suo ruolo di baricentro nel triangolo tra Padova, Vicenza e Trento, diventando il punto d’incontro naturale tra la ricerca universitaria e l’eccellenza dei nostri poli industriali. Il Risorgimento Urbano è il nostro impegno per restituire ai cittadini una città dinamica, connessa, sostenibile e a misura di persona”.
Nel 2025, Bassano del Grappa ha inoltre saputo valorizzare in modo esemplare il patrimonio custodito nei propri Musei Civici, restituendo alla città il “Cavallo colossale” di Antonio Canova. Si è trattato di un intervento di grande rilievo culturale e identitario, reso possibile dalla collaborazione tra enti pubblici, istituzioni e soggetti privati.
Accanto ai Musei, Operaestate Festival Veneto – giunto alla sua 46ma edizione – è un festival multidisciplinare di danza, teatro, musica e circo contemporaneo che da quasi mezzo secolo anima Bassano e l’intera Pedemontana, e si è affermato nel tempo come un progetto culturale di respiro nazionale e internazionale. Il suo CSC - Centro per la Scena Contemporanea ha vinto 26 progetti sui bandi Cultura dell’Unione Europea ed è un riferimento per le arti performative in tutta Europa. Da qui è nata anche Dance Well, pratica di danza rivolta a persone con Parkinson e oggi aperta a tutti, attiva ormai in 15 città italiane e diffusa in Europa e in Asia.
Bassano del Grappa si conferma inoltre una città vivace e dinamica anche sul piano letterario e della promozione della lettura. Dal 2017 detiene il titolo di “Città che legge” conferito dal Centro per il Libro e la Lettura e dal Ministero della Cultura. La sua Biblioteca Civica, luogo di incontro intergenerazionale e motore di coesione della comunità, conta oltre 100.000 presenze annue.
Bassano del Grappa e il suo territorio
Bassano del Grappa, con i suoi oltre 42.000 abitanti, si colloca nel cuore della fascia pedemontana veneta, la zona di raccordo tra l’alta pianura e le prime pendici delle Prealpi. Questa posizione ne ha fatto storicamente un naturale punto di passaggio tra pianura e montagna.
Proprio a partire da questa vocazione storica, Bassano del Grappa si candida oggi a essere non solo un passaggio, ma un luogo in cui fermarsi, vivere e tornare. Il valore di questa sfida risiede innanzitutto nel percorso che apre: nell’occasione di ripensarsi come comunità, di mettere a sistema energie e risorse e di rafforzare il ruolo della città come riferimento per un ambito più ampio, quello della Pedemontana veneta.
In questo senso, Bassano del Grappa si propone anche come voce di un’Italia spesso rimasta ai margini del racconto nazionale attraverso la cultura, quindi, anche attraverso iniziative come le capitali italiane.
In oltre dieci anni di Capitali Italiane della Cultura, nessuna città dell’arco alpino e prealpino ha ottenuto questo riconoscimento. Eppure la geografia del Paese racconta una realtà diversa: l’Italia è in larga misura un Paese di montagna e di collina, con oltre un terzo del territorio nazionale classificato come montano e più di tre quarti della sua superficie complessiva costituiti da aree montane e collinari.
A sostenere questa visione vi è già una rete territoriale concreta. L’Intesa Programmatica d’Area riunisce 14 Comuni del comprensorio bassanese attorno a un disegno condiviso, mentre è già stato avviato il percorso di costruzione di un Marchio d’Area capace di integrare cultura, arte, trekking, cicloturismo ed enogastronomia.
La Superstrada Pedemontana Veneta ha inoltre ridisegnato in modo significativo le connessioni infrastrutturali dell’area, rafforzandone accessibilità e relazioni territoriali. Allo stesso tempo, i sistemi dell’istruzione, della sanità e dell’impresa operano già su una scala che supera ampiamente i confini amministrativi del Comune, confermando Bassano del Grappa come centro oltre che polo di riferimento per un territorio vasto e articolato.
Le tappe della candidatura
Il Comitato Promotore che sostiene la candidatura vuole riunire le principali istituzioni e realtà del territorio: Regione, Provincia, Camera di Commercio, Confindustria, Diocesi, università, sistema sanitario, fondazioni bancarie, reti culturali e associazioni. Una piattaforma ampia e autorevole, perché un progetto di questa portata non può che configurarsi come un esercizio di responsabilità collettiva, fondato sulla condivisione degli obiettivi e sulla capacità di costruire alleanze durature.
Nelle prossime settimane prenderanno avvio i tavoli tematici, le consultazioni con il territorio e il lavoro di ascolto e progettazione partecipata che porterà alla redazione del dossier di candidatura.
In questa prospettiva, la Cultura diventa la lente attraverso cui ripensare tutta una città, il suo ambiente e la sua comunità: non un settore separato, ma il principio generativo attraverso cui rileggere lo sviluppo del territorio, rafforzare la coesione sociale, valorizzare il patrimonio.
In primo luogo, proporsi a Capitale italiana della Cultura significa investire sulle nuove generazioni, mettendo i giovani al centro della candidatura.
In questa direzione si colloca Cantiere 35, spazio che nascerà nel cuore della città e che sarà dedicato agli under 35, con funzioni di co-working, incubazione d’impresa, laboratori e percorsi di formazione personale e professionale.
Significa inoltre rigenerare il patrimonio costruito. Palazzo Pretorio, complesso monumentale nel cuore del centro storico, sede degli antichi Podestà e luogo che racchiude oltre otto secoli di storia, è interessato da un intervento di restauro da 2,2 milioni di euro, finanziato con fondi PNRR, che lo restituirà alla città entro la fine del 2026.
Palazzo Bonaguro, edificio quattrocentesco nel quartiere di Angarano, affacciato sul Brenta e a pochi passi dal Ponte Vecchio, con i suoi saloni affrescati, il giardino scenografico e le decorazioni che attraversano i secoli, sarà invece al centro di un progetto di rifunzionalizzazione come hub culturale e spazio di produzione da dedicare alle nuove generazioni.
Significa anche portare cultura e servizi oltre il centro storico. Bassano del Grappa conta 22 quartieri, e la candidatura intende lavorare anche sulle periferie, sugli spazi verdi e sulla qualità della vita urbana. In questa direzione si collocano: la trasformazione di aree urbane verdi in “palestre a cielo aperto”, la creazione del bosco urbano realizzato a sud dell’ospedale, gli interventi di riforestazione e di contrasto alle isole di calore e la valorizzazione delle serre storiche del Giardino Parolini, orto botanico ottocentesco unico nel suo genere.
Infine, candidarsi significa costruire reti come dimostra, ad esempio, il Patto cittadino per la lettura che coinvolge già oltre 30 soggetti tra scuole, associazioni, librerie ed enti del Terzo settore. È un segnale chiaro di come, a Bassano del Grappa, la cultura sia già oggi un fatto collettivo.
“Presentiamo la nostra candidatura per raccontare Bassano e il suo patrimonio artistico, storico, culturale, ambientale, le nostre tradizioni, ma soprattutto per mettere in campo nuovi progetti ispirati da una visione di città sempre più moderna, all’avanguardia, interconnessa e in grado di dare risposte alle richieste, o meglio alle esigenze, dei giovani di oggi” afferma Giada Pontarollo, Assessore alla Cultura di Bassano del Grappa. “La vocazione culturale è stata una costante della nostra storia, oggi la sfida sta nella capacità di utilizzare i linguaggi e i mezzi della nostra epoca, di ripensare gli spazi, di utilizzare le tecnologie a supporto dell’arte e della cultura. Siamo pronti, lo siamo sempre stati, a sognare e a pensare in grande”.
La stagione 2026
Bassano del Grappa guarda al 2029, ma si prepara fin d’ora a vivere un 2026 di grande rilievo culturale, in continuità con il percorso avviato negli ultimi anni e con una programmazione capace di coniugare visione, qualità scientifica e capacità di attrazione.
Dal 24 aprile al 27 settembre 2026, nelle sale affrescate di Palazzo Sturm, sarà aperta al pubblico la mostra “Olivetti. L’arte di comunicare”, a cura di Fiorella Bulegato e Giorgio Cedolin. L’esposizione si inserisce in modo coerente nella storia e nelle collezioni permanenti del Museo della Stampa Remondini, ospitato nello stesso palazzo e dedicato alla tipografia e alla calcografia della celebre famiglia di imprenditori grafici bassanesi.
In questo affascinante contesto, la mostra racconterà la straordinaria eredità olivettiana, capace di unire innovazione tecnologica, visione sociale e avanguardia nelle strategie della comunicazione. La mostra è promossa e organizzata dal Comune e dai Musei Civici di Bassano del Grappa con Ronzani Editore, con il patrocinio della Regione del Veneto e dell’Archivio Storico Olivetti di Ivrea.
A seguire, dopo le retrospettive dedicate a Ruth Orkin, Dorothea Lange e Brassaï, la grande fotografia tornerà protagonista a Bassano del Grappa con un nuovo progetto di respiro internazionale. Dal 24 ottobre 2026 al 4 aprile 2027, il Museo Civico ospiterà infatti la grande mostra “Sebastião Salgado. Collezione della Maison Européenne de la Photographie di Parigi”.
Curata da Pascal Hoël, responsabile delle collezioni della MEP, l’esposizione è promossa e organizzata dal Comune e dai Musei Civici di Bassano del Grappa con Silvana Editoriale, in collaborazione con MEP - Maison Européenne de la Photographie di Parigi.
La mostra dedicata a Sebastião Salgado sarà la prima in Italia a ripercorrere, attraverso una selezione di oltre 160 fotografie, l’intera opera di uno dei più grandi protagonisti della fotografia contemporanea, capace di raccontare per decenni il caos del mondo e, al tempo stesso, la sua bellezza più profonda e originaria. Un omaggio di particolare intensità, che assume un valore ancora più significativo a un anno dalla scomparsa del grande maestro e che è reso possibile anche dalla donazione che Sebastião e Lélia Wanick Salgado hanno destinato alla MEP di Parigi, istituzione che custodisce l’intero corpus della sua opera. La mostra sarà accompagnata da un catalogo in lingua italiana e inglese.
Il 2026 sarà infine l’anno che vedrà, dopo cinquantasei anni di oblio, il ritorno del “Cavallo colossale” di Antonio Canova nel Museo Civico. Opera unica al mondo per storia, dimensioni e finitura, la monumentale scultura in gesso dipinta a finto bronzo, alta oltre quattro metri e mezzo e lunga cinque, oggetto di uno spettacolare restauro che lo ha letteralmente “riportato in vita” grazie alla sinergia tra il Comune di Bassano del Grappa, Intesa Sanpaolo nell’ambito del progetto “Restituzioni”, Venice in Peril Fund e l’Alta Sorveglianza ai lavori della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Verona, Rovigo e Vicenza, il Cavallo colossale tornerà, dal prossimo dicembre, ad abitare da protagonista gli spazi monumentali del Museo civico per essere ammirato da tutti.
“Con questi appuntamenti, Bassano del Grappa conferma la solidità del proprio progetto culturale e la capacità di costruire una programmazione ampia, coerente e riconoscibile, capace di valorizzare il patrimonio cittadino e, al contempo, di aprirsi ai grandi temi e ai protagonisti della cultura visiva internazionale, grazie a partnership autorevoli e di ampio respiro. Un anno che, sono certa, contribuirà in modo significativo alla piena maturazione del progetto per Capitale Italiana della Cultura 2029, grazie anche a PTS, società di consulenza specializzata nel supporto strategico ai percorsi di candidatura” conclude Barbara Guidi, Dirigente Cultura e Direttrice dei Musei Civici di Bassano del Grappa.