Speranza per Alberto Trentini, Meloni: "non molleremo fino a quando la mamma lo riabbraccerà"
Al Lido di Venezia continua l’attesa per Alberto Trentini, detenuto in Venezuela da quasi 14 mesi. Famiglia e comunità restano in silenzio.
LIDO DI VENEZIA – Prudenza, silenzio e un’attesa che sembra non finire. Nella casa della famiglia di Alberto Trentini, al Lido di Venezia, il tempo è sospeso da quasi 14 mesi, da quando il cooperante italiano è detenuto in carcere in Venezuela. Nessuna dichiarazione, nessuna esposizione mediatica: solo la speranza che continua a resistere giorno dopo giorno.
Lo striscione che non viene tolto
Ai balconi dell’abitazione di Trentini resta appeso lo striscione “Alberto Trentini libero”, diventato nel tempo il simbolo di una battaglia civile e silenziosa per non far cadere l’oblio su una vicenda che ha profondamente segnato l’intera comunità. Le finestre illuminate della casa, accanto alla parrocchia di Sant'Antonio da Padova, sono spesso le uniche luci accese nel caseggiato, quasi a voler testimoniare una presenza vigile e costante.
Il silenzio dei genitori
I genitori di Alberto, Ezio Trentini e Armanda Colusso, mantengono il riserbo che li accompagna dall’inizio della vicenda. Un silenzio interrotto solo in rare occasioni, anche con toni critici nei confronti del governo, accusato – nell’anniversario della prigionia – di non aver fatto abbastanza per riportare a casa il figlio. Oggi, però, prevale la cautela: parlare poco, attendere molto.
Una comunità che non dimentica
Attorno alla famiglia si è stretta negli ultimi mesi un’intera comunità. Iniziative di preghiera, momenti di riflessione e appelli pubblici hanno accompagnato il lungo periodo di detenzione del cooperante. Tra le voci che non hanno mai fatto mancare il proprio sostegno c’è anche quella dell’attrice Ottavia Piccolo, presidente veneziana dell’associazione Articolo 21, che più volte ha richiamato l’attenzione pubblica sul caso.
Appelli raccolti dalle istituzioni
Il nome di Alberto Trentini è stato ricordato anche in contesti istituzionali e religiosi. In una delle occasioni più recenti, Ottavia Piccolo ne aveva parlato all’interno del carcere femminile della Giudecca, davanti alle detenute e al Francesco Moraglia, chiedendo che la vicenda non fosse dimenticata. Un appello che ha trovato ascolto anche da parte del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che a Natale aveva ringraziato chi continua a impegnarsi per la liberazione del cooperante.
Le parole della presidente del Consiglio
Sulla vicenda è tornata a intervenire anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno. «Il governo italiano si occupa della vicenda Trentini quotidianamente da oltre 400 giorni – ha dichiarato – mobilitando tutti i canali politici, diplomatici e di intelligence. Non smetteremo fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio». Una dichiarazione accompagnata dall’ammissione della difficoltà di non riuscire a dare risposte nei tempi desiderati.