BELLUNO. L’obbligatorietà del Pos per artigiani, commercianti e professionisti, insieme all’annunciata possibilità di introduzione di una sanzione per chi non l’utilizza, risveglia la polemica in queste settimane di fine estate.

Per il direttore di Confcommercio Belluno, Luca Dal Poz, il problema resta ancora una volta collegato agli alti costi di gestione bancaria. «Ci mancano solo le sanzioni, visto che dobbiamo già fare i conti con costi elevati che ci impongono gli istituti di credito per la gestione del Pos. Speriamo», auspica Dal Poz, «che i nostri amministratori a Roma usino un po’ di buon senso e non introducano altre spese per chi ne ha già tante. Ci sono categorie per cui sarebbe assurdo, poi, introdurre il Pos. Pensiamo ad un bar: non è che il titolare può richiedere un bancomat per pagare un caffè o una brioche. Si sa che gli importi per poter utilizzare il Pos sono superiori ai 5 euro. Questa strumentazione può andare bene nelle zone turistiche dove i turisti, specie stranieri, usano moltissimo la carta di credito o il bancomat per i pagamenti. Ma per il commerciante tutto questo ha un costo che varia a seconda delle condizioni pattuite con la banca per cui si può arrivare a spendere anche il 2-3% in più per ogni operazione effettuata con Pos. Chiediamo che i costi bancari vengano azzerati».

«Dopo un anno di protesta», commenta anche Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianto Belluno, «portata avanti da tutte le categoria, alla fine le commissioni bancarie sono state diminuite. Anch’io ho messo il Pos per la mia attività, e malgrado gli istituti di credito abbiano deciso di ridurre i costi, resta comunque una spesa in più che si aggiunge a tutte le altre che una azienda deve pagare. Comunque sia», dice un po’ sconsolata Scarzanella, «malgrado si possa confidare su spese bancarie di gestione limitate per questo servizio aggiuntivo che viene offerto ai clienti, e che indirettamente serve per combattere il nero, a pagare è sempre l’impresa».

Il problema dei pagamenti in nero, infatti, malgrado tutto, resta. «Non è certo questo sistema che sconfiggerà la mancata denuncia di pagamento», sono convinti gli imprenditori, «anche perché a gravare su di noi è l’Iva oggi al 22%. Una percentuale talmente alta che anche i clienti